martedì 1 novembre 2011

ultime volontà

Ciao!

Nei giorni che seguono la morte di qualcuno si sprecano i discorsi su vari argomenti attinenti. Tra le tante tematiche, c'è quella sull'atteggiamento che i superstiti dovrebbero tenere per non dispiacere al morto...

Ora, dal momento che nessuno sa cosa succede quando si è morti, nel dubbio mi sembra giusto che si possa lasciare una specie di testamento contenente le ultime volontà: non sui beni materiali, bensì sui sentimenti.

Cominciamo col dire che se dopo la morte non c'è nulla, trovo che ognuno possa reagirne in piena autonomia: se ti viene da piangere piangi, se vuoi star sereno stai sereno. Se dopo la morte c'è la reincarnazione, dal momento che il reincarnato non ricorda nulla della vita precedente, vale la stessa considerazione di prima.

Ma l'ipotesi più importante è quella che uno muore, ma spiritualmente resta cosciente, anima in pena in qualche dimensione intermedia o angioletto che dal cielo ride beato e guarda giù... Ecco, in questo caso io vorrei dire solo una cosa: a me se piangete non dispiacerebbe. Almeno un pochino.
Cioè, tutti quei pensieri scritti dai vivi pensando di essere morti, dove si legge "per piacere non piangere, preferisco vederti ridere" o altri che consigliano "lui/lei avrebbe voluto che tu non piangessi, ma che stessi bene"... se non moriva stavo bene... Quindi le mie ultime volontà spirituali sono: libero arbitrio, nessuna costrizione, piangi pure e anzi se piangi sinceramente sarei pure un po' commossa anch'io perché vuol dire che ti manco e quindi a me ci tenevi.

Se no, come mi disse una volta una cliente quando ad un suo problema io le offrii un sorriso sereno e professionale:"che cazzo ride signorina?"

Bye,
Sly

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